

>> La Vecchia Fucina
Passeggiata impegnativa di due ore attraverso la valle del torrente di Barbarano e il borgo Morgnaga.
Il punto di partenza si trova all' estremità occidentale di Gardone Riviera, al Rimbalzello, battezzato cosi da D'Annunzio osservando i rimbalzo dei sassi lanciati sull'acqua.
Ci troviamo, intatti, in un "luogo dannunziano". Nella villa, già "Villa Norsa", il sessantenne poeta ebbe, dal 1923 per lungo tempo, un quartierino, scena de suo amore travolgente con la ventiduenne Angele Lager, la sua "Jolivence".
Il parco, coi suoi imponenti esemplari ili faggio e il cedro del Libano, fa parte del delta creato dal torrente Barbarano. Lo attraversiamo per arrivare alla via della Seriola, che deve il suo nome alla gora mulino che una volta si trovava sotto i nostri passi.
Il murale che vediamo sull'edifìcio retrostante del cortile del panificio ci ricorda intatti. il "mulino della Via", uno dei sette mulini che, approfittando della forza motrice del torrente, hanno operato per settecento anni lino ali inizio del secolo scorso.
La segheria che vedremo un po' più avanti ha mantenuto la tradizione fino ai nostri giorni.
Dopo le ultime case si aggira una villa bianca con i resti di una pesci-coltura e ci si addentra nella forra tonnata da pareti di scaglia variegata e di scaglia rossa coperta di capelvenere nelle Mie parti più umide.
Il sentiero, attrezzatio lungo l'antica gora, attraversa due volte il torrente, passa per le rovine-di una fucina che dà il nome alla nostra passeggiata e si arresta ai piedi di uno sbarramento artificiale con una cascatella.
Qui, a sinistra, si possono ammirare spettacolari formazioni rocciose.
I ruderi dell'antica fucina ricoperta di edera ci ricordano i tempi in cui la Magnifica Patria forniva chiodi alla Serenissima.
Tornati al ponte, ci arrampichiaino a serpentina e superata l'angustia della gola, ci si trova all'improvviso davanti alla vastità della parte meridionale del lago. Una sosta ben meritata sorto i cipressi sul dosso a destra (207 m) ci permette ili godere un panorama che spazia dalle punte di Maderno e basano a sinistra, tino all'Isola di Garda e il golfo di Salò a destra.
Dalla parte settentrionale del nostro dosso, scendiamo sul suo lato orientale per il sentiero che ci porta al centro ili Morgnaga .
Poco prima vediamo sospesa sul muro a sinistra (numero civico IO. 12) una maliosa cascata di cap peri, particolarità botanica della Riviera.
All'inizio di via Trieste in vista del "Castello di Morgnaga" scendiamo a destra qualche gradino e seguiamo sotto gli ulivi un torrentello che scorre allegramente verso il lago, Il sentiero sbuca in via Valle Horita che ci riporta al punto ili partenza.
>> La Gardone della Bella Epoque
Passeggiata facile di un ora lungo la Gardesana da Guidone a Fasano.
La passeggiata ci porta attraverso la Gardone PreDannunziana, ai tempi in cui la cittadina, prima della Grande guerra, tu stazione climatica invernale di fama internazionale. La prima testimonianza che incontriamo e che risale a quei tempi, è il
Savoy Palace, uno dei tre "Grand Hotel" storici. Costruito nel 1906 sull'esempio di modelli secessionisti viennesi, ebbe il suo periodo di massimo splendore tra le due guerre, quando ospitò anche il principe Canti Ji Romania (1926) e il principe ereditario Umberto di Savoia (1932).
Percorrendo il Lungolago si giunge al Grand Hotel Gardonee che apri le sue porte già nel 1883 e tu, per decenni, il primo albergo di fama mondiale del lago di Garda.
La piazza adiacente porta il nome del suo fondatore, Luigi Wimmer , di origine austriaca considerato lo "scopritore" di Gardone Riviera,
Gli esempi più significativi di questa passeggiata sono disseminati lungo il lago ed il "viale rialzato", costruito prima della progettazione del Lungolago (1909), come "Kurpromenade” della stazione climatica. Tra essi a destra ci sono Villa Acquarone, dépendance dell' Hotel Monte Baldo, Villa Turati Ruhland e a sinistra Villa Alba.
Questa è, con la sua monumentale scalinata e le colonne ioniche, la più scenografica delle ville gardonesi.
Fu costruita dal 1904 al 1910 dall'industriale tedesco Richard Langensiepen di Magdcburgo. Di fronte noterete la Torre San Marco ( già Torre Ruhland) in riva al lago, che fu voluta dal Langensiepen. Fu costruita, attorno al 1900, come torre-belvedere, trasformata da D'Annunzio nel 1925 in stile veneziano-militare.
Fu ristrutturata nel 1930 in stile neo-rinascimentale ed ospitò per un anno Claretta Setacci durante la Repubblica di Salò
Nell'adiacente Villa Itolanda lo scrittore Paul Flesse (1830-1914) passò gli inverni dal 1899 tino al 1909, prima di ricevere il Premio Nobel per la Letteratura.
Il "Casinò" fu, dal 1909, la "Kurhaus", cioè il centro mondano della stazione climatica.
La loggia a lago, oggi ristorante, fu concepito sul modello degli stabilimenti di cura nordici, come "Wandelhalle", cioè passeggiata coperta per gli ospiti, lino al 1911, e per pochi anni dopo le due guerre mondiali, funzionò anche etimo casinò.
Di ironie si può vedere la Chiesa Evangelica del 1897, in stile neo-gotico.
Fu - ed è - unitamente a quelle di Arco, Nervi, Bordighcra e Capri, una delle poche esistenti in Italia.
Proseguendo per basano, sulla destra si trova il Grand Hotel Fasano, il terzo dei grandi alberghi storici di Cialdone e a sinistra. immerso in un ampio parco l’Hotel Villa del Sogno, dalla cui vastissima terrazza si può godere una bellissima vista lago. Si giunge infine al porticciolo di Fasano. "Tornando col battello, si possono ammirare, in tutta la litro magnificenza i rigogliosi giardini e le splendide tacciate della Gardone della Belle Epoque.
>> Per San Michele
Passeggiata di due ore molto impegnativa da Gardone Sotto a San Michele. Dislivello: 400 mt. Ritorno a piedi o con autobus di linea (info 0365.20347).
Il nostro punto di partenza è il Giardino Botanico della Fondazione Andrè Heller, già “Giardino Hruscka “. Arturo Hruscka ( 1880- 1971), medico dentista con studi a Bad Reichenhall, San Pietroburgo, Milano e Gardone Riviera, ma anche naturalista e botanico apprezzato, creò il giardino raccogliendo durante molti viaggi oltre due mila esemplari diversi di piante. Dal 1989 il giardino è proprietà dell’artista multimediale austriaco Andrè Heller che, arricchendolo di opere di Keith Haring, Roy Lichtenstein e Mimmo Palandino, lo sta mutando in un “ centro che unisce l’arte e l’ecologia”. Seguendo la segnalazione per il Vittoriale, arriviamo in piazza dei Caduti. A destra vediamo il caratteristico porticato sotto il quale si affacciano un bar e un negozio ubicati nell’edificio che, fino alla metà degli anni Venti, fu sede del Comune, della scuola elementare e dell’ufficio postale. L’antico centro di Gardone è domitato dalla facciata barocca della chiesa parrocchiale di San Nicolò. Al santo vescovo sono dedicati quattro affreschi un po’ nascosti dietro una porta a sinistra tra cui quello di “Nicola e le tre fanciulle” ( fine XVI sec.) e quello sul soffitto della chiesa principale raffigurante “San Nicola che protegge il popolo cristiano dai mussulmani “, realizzato da Francesco Monti attorno al 1750.
Lasciamo a destra l’entrata del Vittoriale, di cui costeggiamo i muri perimetrali, imboccando via delle Arche che prende il nome dai sarcofagi marmorei del “Mausoleo”, situato all’interno del Vittoriale stesso, e che vedremo dalla strada dopo pochi minuti. Il monumento, ispirato al tumulo romano, è costruito da tre gironi che ricordano quelli della Divina Commedia. Al culmine sono collocate a raggiera dieci arche – con i resti di compagni d’armi di Gabriele D’Annunzio e dell’architetto del Vittoriale, Gian Carlo Maroni – a coronamento di quella centrale nella quale riposano le spoglie del Comandante stesso. La strada che porta a San Michele può essere abbreviata con due scorciatoie (cartelli “San Michele”). All’altezza di un gruppo di case (n.30 e 32) si prende a destra la stradina che sale. Poco dopo l’ultima casa e all’altezza di una curva a sinistra, proseguiamo diritti per un sentiero che, attraverso la boscaglia – con la vista sulle case del pittoresco borgo di Supiane – si immette sulla via della Calma, che saliamo sino a San Michele. Un cartello con la scritta“Punto panoramico” ci fa raggiungere l’omonima chiesetta, ivi eretta in onore dell’arcangelo, nume tutelare dei barbari longobardi e che è nominata per la prima volta nel 1279. Da lì il nostro sguardo spazia sulle colline moreniche della sponda sud del Lago di Garda e, verso est, fino al Monte Pastello oltre la valle dell’Adige.
>> Alla Pagoda
Passeggiata impegnativa di due ore da Gardone Sotto,attraverso Morgnaga, fino alla Pagada e ritorno attraverso Montecucco e Gardone Sopra. Dislivello: 350 mt.
>> Borghi e Colli
Passeggiata facile di due ore da Morgnaga a Fasano Sopra, passando da Gardone Sopra.




